La Magia del Fare fontana Milano 1915

Michele e Paolo Massa rappresentano la terza generazione di una storica azienda milanese che ha saputo attraversare, sviluppandosi in modo costante e continuo, tutto lo scorso secolo, e oggi in piena crisi globale si è messa nuovamente in gioco investendo sul proprio capitale umano valorizzandone la preziosa e sottile manualità che da sempre rappresenta il vero valore aggiunto del Made in Italy.
Intravedendo come da tradizione familiare più le opportunità che le difficoltà, la storica ditta ha saputo adattarsi a questo momento difficile dell’economia Italiana e mondiale e oggi si presenta sul mercato, anticipando l’agognata ripresa, con una nuova linea di prodotti che rappresenterà sicuramente una solida base per una crescita futura in un mercato sempre più globale che solo la creatività e la manualità dei maestri artigiani possono affrontare per vincere la sfida globale che attende tutte le aziende italiane impegnate nel Fashion.
Michele e Paolo Massa nei momenti più bui della crisi economica hanno garantito integralmente l’occupazione, sapendo infondere a quella che loro stessi chiamano “la nostra famiglia allargata” quello spirito di appartenenza che fa sopportare e vincere anche le sfide più difficili perché tutti sanno che nessuno sarà lasciato indietro.
Oltre cento tra impiegati e artigiani direttamente in fabbrica, e quasi il doppio considerando l’indotto, hanno condiviso questi momenti difficili sapendo trovare la strada per superarli. L’orgoglio che si legge negli occhi di questi due giovani imprenditori è sintetizzato nei numeri ancora in crescita delle persone impiegate nella loro azienda in un momento dove mantenere le posizioni è già un grosso successo.
E’ il 1915: è appena iniziata la prima guerra mondiale quando nasce per l’intraprendenza e genialità di Guido Pieracci classe 1896, nonno materno di Michele e Paolo Massa, la ditta Fontana. Un laboratorio artigianale di pelletteria in via Porta Rossa 5, nel cuore del centro storico di Firenze. Il senso di famiglia coniugato nell’azienda ha qui le sue più profonde radici. L’Azienda nasce con un laboratorio dove lavoravano una decina di maestri artigiani, un negozio di vendita al dettaglio con attigua l’abitazione della famiglia Pieracci. Sicuramente da questo modo italiano di fare impresa è stato coniato il famoso detto “Casa e Bottega”.
Pieracci è una poliedrica figura dalla forte personalità: artista, pittore, giornalista, trova nella pelle la materia prima da plasmare per dar sfogo alla propria creatività. Dalla sua mente prende vita la prima collezione Fontana. Un concetto nuovo di proporre oggetti coordinati tra loro. Articoli da regalo, piccola pelletteria, tutti realizzati a mano dal design di avanguardia con l’utilizzo di materie prime sempre di altissimo livello. Da questa simbiosi tra creatività e materie prime di qualità nasce il concetto del lusso raffinato, dell’esclusività e della personalizzazione che conquista rapidamente il mercato italiano e straniero specialmente quello americano.
Il 1945 oltre ad essere l’anno della fine del secondo conflitto mondiale è anche un anno importante per la ditta Fontana e per il suo fondatore Pieracci. L’intuizione e la lungimiranza che lo ha sempre accompagnato nelle sue scelte gli fanno vedere in Milano quella grande potenzialità che in seguito renderà la nostra città cuore economico dell’intero paese. Con una decisione assai inconsueta per quel periodo, decide di trasferire tutta la ditta a Milano, artigiani compresi. Su questo nucleo di base fiorentino verrà costruita l’Azienda che oggi vediamo. Lo sviluppo sin da subito è importante e i maestri artigiani diventano dei veri e propri maestri che trasmettono i loro segreti alle nuove generazioni che entrano in azienda. La ditta Fontana propone con successo sempre crescente le proprie collezioni in una città crocevia e punto di incontro di arte, cultura ed eventi sociali. Viale Lazio è la sede storica nella quale la ditta Fontana parte con la sua attività nel capoluogo lombardo. Lo spirito originario rimane invariato e con esso lo schema aziendale: laboratorio, punto vendita, abitazione.
 
Proprio nella Milano del dopoguerra l’azienda inizia ad espandersi. Lully Pieracci primogenita di Guido, conosce il giovane Carlo Massa e si sposa. Massa è già un brillante venditore internazionale delle famose e storiche macchine da scrivere Olivetti. La sua brillante carriera nelle vendite internazionali si deve principalmente alla sua voglia di viaggiare, di conoscere nuovi popoli, nuove usanze, nuovi territori. Pieracci proprio notando questa passione che anima il giovane genero lo inserisce in azienda e gli affida il compito di espanderla oltre confine. In pochi anni il marchio Fontana è riconosciuto in tutto il mondo come marchio di alta qualità e design.
Nel 1954 la ditta Fontana lancia la sua prima collezione di borse che diventeranno il cuore della sua produzione. Nel 1961 sbarca con successo nel mercato giapponese; anche questa volta la lungimiranza del suo fondatore, unita alla curiosità e allo spirito di viaggiatore di Carlo Massa, fanno conquistare rapidamente all’azienda un’importante fetta di mercato del lusso del “Sol Levante”.
L’anno seguente Pieracci sollevato dal sempre maggior impegno profuso in azienda dal genero Massa si dedica
alle relazioni industriali e con altri sette titolari di azienda del settore della pelletteria dà vita all’AIMPEC (Associazione Nazionale Industriali Manifatturieri Pelle e Cuoio) poi divenuta AIMPES (Associazione Italiana Manifatturieri Pelli-Cuoio e Succedanei). Il costante impegno di Pieracci nel promuovere il comparto industriale dei manifatturieri di pelle e cuoio culminò con la nascita del MIPEL (Mercato Internazionale della Pelletteria) di cui ricoprì la carica di Presidente dal 1972 al 1973. Il suo impegno nello sviluppo delle relazioni industriali continuò con successo con la presidenza del CEDIM (Comité Européen des Industries de la Maroquinerie). In tale contesto la società Fontana ebbe quella notorietà internazionale e la sua fine lavorazione manifatturiera venne apprezzata dalle più grandi firme internazionali del design che strinsero legami di collaborazione industriale.
Nel 1970 la società Fontana è ormai una realtà consolidata a livello mondiale e il suo fondatore Pieracci decide di passare il testimone al genero Carlo Massa che ne diviene Presidente. Pieracci continuò ancora per anni ad occuparsi di relazioni industriali a livello internazionale tenendo sempre alto il vessillo del Made in Italy. Il 1970 è anche un momento di svolta: l’azienda in continua espansione necessita di spazi più ampi e decide di spostarsi nell’attuale sede di via Trebbia, non lontana da Porta Romana, che con i suoi 4500 mq permette una migliore organizzazione del lavoro. Laboratori più ampi, magazzini di materie prime, uffici di progettazione e sviluppo ecc. Viene inaugurato in quegli anni anche un grande show room in viale Majno nel cuore del centro storico milanese. La società Fontana ha ormai al suo attivo oltre mezzo secolo di esperienza nella lavorazione della pelle: cultura manifatturiera unita alla produzione industriale per un prodotto finito di altissimo profilo.
Nel 1979, in continua crescita, il Presidente Carlo Massa decide di far entrare in azienda i suoi due figli Michele e Paolo. Da giovani iniziano la loro attività in produzione a fianco dei maestri artigiani dai quali apprendono rapidamente i segreti del mestiere e la complessità intrinseca di una produzione “industriale artigiana” due termini antitetici ma che rappresentano il successo dell’azienda che ha saputo coniugare le esigenze di una produzione industriale con le esigenze di un prodotto finito dalle forti caratteristiche artigianali.
Circa un decennio dopo l’entrata dei due suoi figli in azienda, prematuramente si spegne Carlo Massa. Michele e Paolo, ormai ben inseriti, in azienda ne presero subito il timone assicurando e garantendo all’azienda la tradizione di famiglia coniugandola con l’innovazione.
Proprio per mantenere alta la tradizione artigiana decisero di aprire a Firenze, luogo di origine dell’azienda e culla dei maestri pellettieri, una nuova unità produttiva che potesse integrare quelle necessità sempre più crescenti di una azienda industriale con la manualità dei maestri artigiani.
Oggi l’azienda vanta oltre 300 collaboratori tra dipendenti diretti e indotto e può considerarsi una delle rare aziende produttrici presenti nella nostra città.